Il Santo Vangelo del Giorno mercoledì del Signore 21 agosto 2019 (2026) A.D. – Con l’Amore e la Devozione Dovuti a Colui Ch’E’ Tornato tra noi nel Nome del Padre!

 

 

 

Al Pentimento e alla Straordinaria Conversione di Salvador Dalì, Tornato Sereno alla Casa del Padre! Per Grazia Ricevuta.

 

 

 

 

 

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In Principio Era Il Verbo, Il Verbo Era Presso Dio e Il Verbo Era Dio… E Il Verbo Si Fece Carne e Venne ad Abitare in mezzo a noi; e noi vedemmo La Sua Gloria, Gloria Come di Unigenito dal Padre, Pieno di Grazia e di Verità. (Gio 1,1 e 14).

 

 

 

 

 

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All’improvviso, capirai la Vera Essenza del Cristo e Quel Che ci han di Lui celato! Avrai vergogna anche per Ciò, poiché non hai Abbandonato il tuo Cuore mentre Egli Parlava della Verità – Che ci ostiniamo a non vedere e a non voler ancora udire.

 

 

 

 

 

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Popolo di Dio, che Ami con Cuore Puro il tuo Creatore, Proclama al mondo Che il Figlio Prediletto E’ Nuovamente quaggiù, sulla Terra, tra noi, e avrai Salva la Vita!

 

 

 

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Nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo! Amen.

Ascolta la versione in Aramaico 1 (mp3)

 

 

 

……… spesso dimentichiamo il nostro Ruolo sulla Terra, Vivendo in modo forsennato e avulso dalla Realtà, cadendo in depressione e sconforto al punto da desiderar la morte, per via del vuoto che alberga nel Cuore! Persino i Sacerdoti – però e al giorno d’oggi, spediscono distrattamente ai medici i Figli del Popolo di Dio, invece di indurli alla Preghiera ed Esorcizzarne l’Animo, a volte preda del maligno.  Non è un gioco, purtroppo, considerando che il demonio è ovunque, sempre a caccia di Anime da traviare, onde dannarLe per l’Eternità.  All’uopo e col Santo Vangelo del Giorno, ringraziando Padre Gabriele Maria Berardi, il Professor Armando Ginesi, il Prof. Antonio De Crescenzo, il Dr. Andrea De Liberis, il Prof. Nicholas Descharnes e – soprattutto, Padre Amleto Giuseppe Galassi – Strumenti di Tal Significativo Passaggio, è stata pubblicata un’importante Testimonianza, riferita ad una Creatura di Dio che – come non poche altre, venne cooptata dal maligno, che ne fece un suo schiavo per molti Anni sulla Terra! Incontrò però un Bravo e Santo Sacerdote Che – preso il Coraggio a due mani, Esorcizzò l’uomo, trasferendo i Contenuti dal sulfureo pensiero del corrotto Animo suo al Profumato Specchio del Signore, Che già Attendeva – Là Impaziente, il Ritorno a Casa di Quella ulteriore Pecorella Smarrita.  Fratelli e Sorelle Carissimi, non v’è nulla – in Tutto l’Universo, che possa resistere al Richiamo d’Amore del Creatore, Che Ogni Cosa Attrae a Sé, per Effetto della Stessa Originaria Vita. Tempo al Tempo, e vedremo il mondo mutare la sua confusa immagine, poiché il Cristo Lasciò Detto anche Ciò, per Via dei Miracoli compiuti e da Compiersi ad Opera degli Uomini di Buona Volontà.  Pace e Bene.

 

 

 

 

 

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Testimonianza

Il Crocifisso Che l’artista regalò a Padre Gabriele Maria Berardi

(Sacerdote ed Esorcista dei Servi di Maria, piazza Salerno in Roma)

L’Ex Voto di Salvador Dalì

 

 

 

 

Prime ipotesi su un’opera d’arte che, forse, il padre del surrealismo realizzò in una crisi profonda dell’Anima, Attratto e Respinto da Quel Dio Inchiodato alla Croce.

Se la notizia fosse vera, segnerebbe un passaggio importante, costituirebbe una Testimonianza eccezionale e inedita del Percorso artistico e Spirituale di Salvador Dalí, il grande pittore catalano fondatore del surrealismo. A Roma, tra gli oggetti personali di Padre Gabriele Maria Berardi, dei Servi di Maria, Sacerdote marchigiano Amico dell’artista, sarebbe stato infatti rinvenuto un Crocifisso di filo di ferro e legno che lo stesso Dalí avrebbe Donato al Frate come Ringraziamento per un Esorcismo.

Ma c’è di più. Secondo il critico d’arte Armando Ginesi, che ha esaminato il Crocifisso (che si trova nel caveau di una banca) «esistono più che sufficienti motivazioni stilistiche per affermare che l’opera plastica sia stata realizzata dallo stesso Salvador Dalí». L’incontro tra il Carismatico Frate e l’eccentrico artista potrebbe essere avvenuto in Francia, nell’immediato dopoguerra, dove Padre Gabriele si sarebbe rifugiato dopo essere stato momentaneamente sospeso dalle sue Funzioni Sacerdotali per non avere, sembra, potuto onorare impegni finanziari presi per realizzare opere di Carità; o potrebbe essere anche avvenuto in Italia, dove Dalí nel 1949 fu addirittura ricevuto in Udienza da Papa Pio XII.

In effetti quegli anni, al ritorno da un lungo periodo negli Stati Uniti, rappresentarono per Dalí una svolta importante, che lo allontanava dal surrealismo per avvicinarlo a un Misticismo nucleare, cosmico e allucinogeno (ispirato anche dalla bomba di Hiroshima), secondo un processo di atomizzazione della materia.

L’idea di un pazzo o di un genio. E come tutti i pazzi (e i geni) Dalí si era certamente spinto troppo in là, come ci Testimoniano le stesse sue parole: «Il Cielo, ecco quello che la mia Anima ebbra d’Assoluto Ha Cercato Durante tutta la mia Vita e che a certuno è potuta sembrare confusa e, per dirla tutta, profumata dallo zolfo del demonio (…) Ora io non ho ancora la Fede e Temo di morire senza il Cielo».

Uno dei motivi per cui Dalí si era recato da Pio XII con la sua Madonna di Porta Lligat, che ha il volto di Gala, musa e compagna di tutta la sua Vita (in realtà moglie del poeta Paul Éluard), era quello di ottenere la possibilità di sposarla. L’artista incontrerà anche Giovanni XXIII due volte, nel 1959 e nel 1963, ed è probabile che a Roma abbia rivisto anche l’Amico Frate Berardi, che intanto aveva ripreso le sue Funzioni Sacerdotali ed Era Noto per l’Ascetismo e le Opere di Carità.

Fin qui i fatti, reali o presunti. Ma la vera notizia è questa immagine che ci sta davanti, di una sconvolgente e indicibile espressività. In attesa di poterla esaminare meglio, magari di persona, non si può restare indifferenti a Questo Cristo, forse ai limiti del blasfemo, certo; ma non fu uno scandalo anche la Sua Passione e la Sua Croce? Dal punto di vista della storia dell’arte Questa Immagine Richiama la brutale espressività del Cristo di Grünewald, di cui potrebbe persino sembrare un’interpretazione in chiave moderna. Cosa possibile per Dalí, che conosceva esattamente Questa Immagine, e da cui però prendeva esplicitamente le distanze in un suo scritto.

Un Cristo «Bello Come Dio»

Nel Manifesto Mistico del 1951, infatti, parlando di uno dei suoi Crocifissi più famosi, il Cristo di San Giovanni della Croce, Dalí scrive: «Voglio dipingere un Cristo Che Sia, in Tutti i Sensi, l’esatto opposto del Cristo materialista e brutalmente antiMistico di Grünewald». Dalí desiderava togliere ogni elemento di bruttezza per dipingere un Cristo – come scrive egli stesso – «Bello Come il Dio Quale Egli E’». Per Quel Cristo, Vivo, Bello, Visto dall’alto, senza i Segni della Passione, si era comunque ispirato al Crocifisso (Sanguinante e contorto) disegnato tre secoli prima da San Giovanni della Croce (Visionario e spagnolo come lui) in uno stato di Estasi.

A questo punto si può immaginare (se questa scultura trovata a Roma è davvero sua) che Dalí Visse anch’egli una sua “Notte dell’Anima”, in qualche modo simile a Quella di San Giovanni della Croce. Un Momento di buio profondo, di tentazione, attrazione e ripulsa per Quel Dio Inchiodato alla Croce, negazione di ogni Piacere e di ogni Bellezza. Forse Dalí combatté da vero artista una battaglia “per” e “contro” l’Uomo della Croce, Lo contorse nel filo di ferro, Lo inchiodò a una Croce posticcia, Ne confuse Capelli e Corona di Spine in un groviglio inestricabile. Colse insomma l’ossimoro, il contrasto, il paradosso, l’Essenza di Quella Bellezza Crocifissa «Che Salverà il mondo» (Dostoevskij).

Lottando Come Giacobbe con l’Angelo, Stretto a Lui in un Abbraccio Mortale, Dalí ne uscì Salvo. Ottenne Liberazione e Benedizione. Rinacque alla Fede e poté dipingere il suo Capolavoro, il Cristo di San Giovanni della Croce. Il 19 ottobre 1949 Dalí tenne una conferenza all’Ateneu Barcellona dal titolo per noi significativo – Perché ero sacrilego e ora sono Mistico – in cui spiegò alcuni episodi della sua Vita in Relazione al Misticismo spagnolo di San Giovanni della Croce (contemporaneo di Santa Teresa d’Avila) e del pittore Francisco Zurbarán.

Duello tra Vita e morte

Se dal punto di vista dell’iconografia daliniana Questo Crocifisso di 60 centimetri di altezza per 30 di larghezza rappresenta un unicum – e forse sarebbe più giusto considerarLo un Vero e Proprio Ex Voto –, dal punto di vista estetico Rappresenta insieme morte e Risurrezione. Il Corpo Si Stacca nettamente dalla Croce (Che Ha il colore della morte) come un “folle inebriato” Che Ha i colori della Vita: il rosa intenso della Carne, il bianco del perizoma, persino il rosso Vivo e Gioioso del Sangue e l’arancio acceso dei capelli. Un Sacerdote Amico, da me interpellato, ha visto nell’Aureola un’Ostia e nel Corpo Centrale della Croce un Calice, e Ciò può essere Vero: la Croce Richiama un Oggetto Liturgico.

Il critico d’arte Ginesi, l’unico che ha avuto tra le mani l’Opera, ha anch’egli sottolineato in Questo Cristo «una Pietà Filtrata da un Senso del paradossale: mentre la Figura Rappresenta la Morte e la Sofferenza Che L’Hanno Preceduta, il Colore Chiaro di Dio (che spicca sul marrone scuro della Croce) sembra alludere alla Positività e dunque alla Vita».

Fonti: (Famiglia Cristiana n° 44 – ottobre 2005 e www.alfredotradigo.it).

 

 

 

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Preghiera per la Benedizione del Cibo
(ormai totalmente contaminato)

 

 

 

 

Gesù, Intridi del Tuo Preziosissimo Sangue il Cibo Che stiamo per mangiare, affinché Assumiamo con Esso la Grazia e la Benedizione! Amen.

 

 

 

 

Benediciamo il Santo Nome del Signore, mentre Preghiamo insieme per:

 

 

 

 

La Santissima Trinità Divina – nel Padre, nel Figlio e nello Spirito Santo Consolatore, la Creazione – Opera Straordinaria dell’Onnipotente, Il Santo Natale del Cristo di Dio, Il Santissimo Sangue del Divino Agnello, il Sangue dei Martiri, i Santuari della Beata Vergine Maria, il Santuario della Vergine della Rivelazione in Roma, il Ricordo della Madonna dell’Arco, Santa Maria Maddalena, Giovanni il Battista – Precursore del Cammino di Gesù, San Giuseppe – coi Santi e gli Angeli del Paradiso, Le Anime Sante abbandonate in Purgatorio e per i Defunti di tutti i Tempi, I Profeti e i Veggenti, i Perseguitati a Causa della Testimonianza Cristica, Papa Francesco, il Rabbino Capo di Roma e tutti i Riconosciuti Giusti, i Sacerdoti e i Professanti la Fede in Dio Padre Onnipotente, i Movimenti Eucaristici e Mariani, i Gruppi di Preghiera, gli Ammalati nel Corpo e nello Spirito, i Carcerati, gli atei, gli ipocriti e i sapienti della Terra, i Bimbi Deceduti prima del Santo Battesimo, i Giovani e tutti Coloro che non Credono nella Divina Misericordia di Gesù Cristo – Figlio Prediletto dell’Altissimo, Signore nostro, Sacerdote Infallibile e Salvatore del mondo intero.

 

 

 

 

 

Immagine correlata

 

 

 

Festa Permanente del Padre Onnipotente, del Figlio nostro Signore e
dello Spirito Santo, delle Donne Care alla Trinità Divina, degli Arcangeli,
degli Angeli e dei Santi del Paradiso, nonché delle Anime ancora in Purgatorio

 

 

 

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Preghiera del Mattino

Signore, Aiutaci a Parlare di Te, con Grande Chiarezza, senza vergogna e senza raggiri umani, Aiutaci a AnnunciarTi in Ogni Momento, opportuno e importuno.   “Guai a me se non Evangelizzassi”.   Che nessuno scoglio Faccia Fallire la Missione Che ci Affidi.   Concedici di Essere Fedeli, di non svignarcela, di Darci da Fare invece con Perseveranza, Come un Vignaiuolo nella sua Vigna, senza Indugi e con Determinazione, perché Tu ci Hai Infiammati col Fuoco della Tua Parola. Se Questa Prova ci distrugge, Facci Restare in piedi, Dandoci Sempre Conforto e Speranza. Amen.

Dal Libro dei Giudici (Gd 9,6-15)

Tutti i signori di Sichem e tutta Bet-Millo si radunarono e andarono a proclamare re Abimèlech presso la Quercia della Stele che si trova a Sichem. Ma Iotam, informato della cosa, andò a porsi sulla Sommità del Monte Garizim e, alzando la voce, gridò: “Ascoltatemi, signori di Sichem, e Dio Ascolterà voi! Si misero in Cammino gli Alberi per Ungere un Re su di essi. Dissero all’Ulivo: Regna su di noi. Rispose loro l’Ulivo: Rinuncerò al mio Olio, Grazie al Quale si onorano dei e uomini, e andrò ad agitarmi sugli Alberi? Dissero gli Alberi al Fico: Vieni tu, regna su di noi.  Rispose loro il Fico: Rinuncerò alla mia Dolcezza e al mio Frutto Squisito, e andrò ad agitarmi sugli Alberi? Dissero gli Alberi alla Vite: Vieni tu, regna su di noi. Rispose loro la Vite: Rinuncerò al mio Mosto Che Allieta dei e uomini, e andrò ad agitarmi sugli Alberi? Dissero tutti gli Alberi al Rovo: Vieni tu, regna su di noi. Rispose il Rovo agli Alberi: Se in Verità Ungete me Re su di voi, Venite, Rifugiatevi alla Mia Ombra; se no, Esca un Fuoco dal Rovo e Divori i Cedri del Libano. Parola di Dio.

Dal Salmo 20

Signore, il Re Gioisce della Tua Potenza, Quanto Esulta per la Tua Salvezza! Hai Soddisfatto il Desiderio del Suo Cuore, non Hai Respinto il Voto delle Sue Labbra. Gli Vieni Incontro con Larghe Benedizioni; Gli Poni sul Capo una Corona di Oro Fino. Vita Ti Ha Chiesto, a Lui l’Hai Concessa, lunghi Giorni in Eterno, Senza Fine. Grande E’ la Sua Gloria per la Tua Salvezza, Lo Avvolgi di Maestà e di Onore; Lo Fai Oggetto di Benedizione per Sempre, Lo Inondi di Gioia Dinanzi al Tuo Volto.

Canto al Santo Vangelo

Alleluia, Alleluia.  La Parola di Dio E’ Viva, Efficace; Discerne i Sentimenti e i Pensieri del Cuore.  Alleluia.

Dal Santo Vangelo di Gesù Cristo Secondo l’Apostolo Matteo (Mt 20,1-16a)

In Quel Tempo, Gesù Disse ai Suoi Discepoli Questa Parabola: «Il Regno dei Cieli E’ Simile a un Padrone di Casa Che Uscì all’Alba per Prendere a Giornata Lavoratori per la Sua Vigna. Accordatosi con loro per un denaro al Giorno, li Mandò nella Sua Vigna. Uscito poi verso le nove del Mattino, ne Vide altri che stavano sulla Piazza disoccupati e Disse loro: Andate anche voi nella Mia Vigna; Quello Che E’ Giusto ve lo Darò. Ed essi andarono. Uscì di nuovo verso Mezzogiorno e verso le tre e fece altrettanto. Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano là e Disse loro: Perché ve ne state qui tutto il Giorno oziosi? Gli risposero: Perché nessuno ci ha presi a Giornata. Ed Egli Disse loro: Andate anche voi nella Mia Vigna. Quando fu Sera, il Padrone della Vigna Disse al Suo Fattore: Chiama gli operai e dà loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi.  Venuti quelli delle cinque del Pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro. Quando arrivarono i Primi, pensavano che avrebbero ricevuto di più. Ma anch’essi ricevettero un denaro per ciascuno.  Nel ritirarlo però, mormoravano contro il Padrone dicendo: Questi Ultimi hanno Lavorato un’ora soltanto e li Hai Trattati come noi, che abbiamo sopportato il Peso della Giornata e il caldo. Ma il Padrone, Rispondendo a uno di loro, Disse: Amico, Io non ti Faccio Torto. Non hai forse Convenuto con Me per un denaro? Prendi il tuo e vattene; ma Io Voglio dare anche a quest’ultimo quanto a te. Non Posso Fare delle Mie Cose Quello Che Voglio? Oppure tu sei invidioso perché Io Sono Buono? Così gli Ultimi Saranno Primi, e i Primi Ultimi». Parola del Signore.

Preghiera della Sera

Signore, Tu ci Metti alla Prova, Anima e Corpo, Scruti i nostri Cuori e i nostri reni.   Io mi Offro al Tuo Sguardo Che Vede tutta la mia Vita con Misericordia.   Purifica il Fondo del mio Cuore da ogni cupidigia ed intemperanza, in Modo Che io Ami con Misura, Giustizia e Compassione.  Io Ti Dono il mio Cuore, Che Tu Stesso Hai Plasmato, in un’Offerta Che Vorrei Ti Fosse Gradita.  Rendilo Puro e Pieno di Carità, Vieni a Costruirvi la Tua Dimora. Amen.

Benedetto nei Secoli il Signore!

 

 

 

 

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Nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo! Amen.
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