Il Santo Vangelo del Giorno Sabato del Signore 15 febbraio 2020 (2027) A.D. – Con l’Amore e la Devozione Dovuti a Colui Ch’È Tornato tra noi nel Nome del Padre!

 

 

 

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Poiché “Il Potere di Cristo Espelle l’originaria causa di ogni male”, Dedicheremo il Santo Vangelo del Giorno all’Amore e alla Divina Misericordia di Gesù Salvatore, affinché Conceda il Suo Perdono alle Anime Sante Abbandonate in Purgatorio e ai Defunti di Tutti i Tempi, Privati della Diffusa e Salvifica Preghiera di noi distratti Figli di quaggiù.  Per Grazia Ricevuta.

 

 

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All’improvviso, capirai la Vera Essenza del Cristo e Quel Che ci han di Lui celato! Avrai vergogna anche per Ciò, poiché non hai Abbandonato il tuo Cuore mentre Egli Parlava della Verità – Che ci ostiniamo a non vedere e a non voler ancora udire.

 

 

 

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Popolo di Dio, Che Ami con Cuore Puro il tuo Creatore, Proclama al mondo Che il Figlio Prediletto E ‘Nuovamente quaggiù, sulla Terra, tra noi, e salvato Salva la Vita!

 

 

 

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Nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen!

Ascolta la versione in Aramaico 1  (mp3)

 

 

 

Fratelli e Sorelle Carissimi, Buongiorno nel Signore! Leggendo il Santo Vangelo del Sabato, Accompagnati dal Tenero Racconto sulla Pecorella Smarrita, viene da riflettere su cosa sarebbe accaduto se fossimo rimasti attaccati alle “Gonnelle” del Creatore, Così Come Era Scritto; certamente, non avremmo sofferto affatto, poiché Egli ci Ama Davvero, al Contrario di coloro che ci usano per vie e cause malevoli. Attraverso i terreni sensi di colpa, il nero principe del mondo ha fatto sì che diventassimo schiavi di altri nostri simili – e del suo stesso male, senza consentirci più d’intravedere Quanto Vicina Fosse – invece, la Misericordia del Signore Iddio. Non v’è però peccato che non trovi Perdono Presso il Figlio dell’Uomo, specialmente Quando l’Animo E’ Fondamentalmente Candido, ma pur provato al punto da far Traboccare le Lacrime dal Corpo, che non Regge alle Emozioni. Ed E’ già Quello un Gran Bel Segnale, perché dei Cuori duri e grigi il Padre Nostro non Sa Che Farsene! Preghiamo insieme, quindi, affinché le cose cambino in fretta per tutti e in meglio, e non s’abbia più a vedere l’odio scorrer tra le genti di quaggiù, Così Come il Pianto di noi Pecorelle Salire tristemente al Cielo. Se Questo noi faremo, E’ Tal Promessa del Buon Pastore, avremo di certo in Dono la Vita Eterna. Sia Lodato Gesù Cristo.

 

 

 

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La Pecorella Smarrita e Ritrovata
(di Don Rodolfo Reviglio)

 

 

 

La Parabola della Pecora Smarrita e Ritrovata viene di solito – per motivi di brevità… e di fretta – indicata unicamente con l’aggettivo “Smarrita”. Eppure, nell’Intenzione di Gesù, c’era sicuramente la Volontà di sottolineare l’aspetto, e la Gioia del ritrovamento. Questa Parabola E’ Narrata da due Evangelisti: Matteo (18,12-14) e Luca (15,4-7)! I due testi hanno un aspetto letterario comune: non espongono un racconto vero e proprio, ma si limitano a una domanda e a una risposta (tant’è vero che la loro lunghezza è di pochissimi versetti). La domanda riguarda l’atteggiamento del Pastore Che, tutto preoccupato, attraversa Boschi, Monti e Valli – lasciando le novantanove pecore al sicuro “sui Monti” (Matteo) o “nel Deserto” (Luca) – per Andare in cerca della pecora perduta. E quando la trova, torna indietro Contento per il ritrovamento. In Luca, la Gioia del Pastore viene comunicata e condivisa con gli Amici e i vicini. Il Commento di Gesù E’ però diverso. Secondo Matteo, la Gioia nasce dal fatto che Dio «non Vuole Che si perda neanche uno solo di questi piccoli»! In Luca, il motivo è espresso diversamente: «Ci sarà più Gioia in Cielo per un peccatore Convertito che per novantanove che non hanno bisogno di Convertirsi».

L’Attesa di Dio
Soffermiamoci a fare alcune considerazioni, applicandole – e questo è proprio l’Intento di Gesù – alla nostra Vita di Credenti Salvati, Perdonati da Gesù e dal Padre, ma perché peccatori. Innanzitutto: in questa Parabola Gesù in qualche modo si nasconde. In Matteo, Gesù Parla dei Sentimenti del Padre, Che non Vuole che nessuno si perda, mentre in Luca parla della Gioia Che Si Vive “in Cielo”, per il ritrovamento. Ma nel medesimo tempo – pur non nominandosi – Gesù Intende Identificarsi nel Pastore (figura del Padre, ma anche di Gesù). Il Padre, in Cielo, Aspetta (lo vedremo meglio nella Parabola del figliol prodigo), mentre Gesù E’ Disceso dal Cielo per Venirci a cercare. Non per nulla, nel Vangelo di Giovanni, Gesù Dice: «Io Sono il Buon Pastore»: 10,14. Il tema dell’Incarnazione è visto quasi sempre da noi come una semplice affermazione teologica (il Figlio di Dio Che Si Fa Uomo), mentre dovremmo approfondire e cercare di immergerci nei Sentimenti di Cristo Che ci Viene a cercare e della Gioia Che Prova nel trovarci. Facciamo un esempio: quando noi andiamo a Confessarci, la nostra principale preoccupazione è di “dire correttamente tutti i peccati” e poi di “Pentirci” e di fare sinceri proponimenti di non peccare più. Sta bene. Ma la nostra Accusa, per sincera che sia, ha bisogno – prima ancora – di un sincero Pentimento. Solo se siamo Pentiti il Padre ci Può Perdonare. Ma anche il Pentimento ha bisogno di un motivo più Santo e profondo: non limitiamoci a dire “no” al peccato! Preoccupiamoci, prima ancora, di dire un grande e sincero “sì” a Gesù, al Padre: la sincera Professione del nostro autentico Desiderio di Avvicinarci alla Santità di Dio!

L’Opera di Dio
Qui occorre una piccola ma importante parentesi: a volte ci si va a Confessare perché siamo vicini a una festa (Pasqua, Natale, compleanno, anniversario di nozze…), o perché vogliamo acquisire un’Indulgenza (che richiede come condizione la Confessione e la Comunione). Tutte Cose Giuste e Sante, ma… guai se noi cerchiamo la Confessione solo in vista di un vantaggio Spirituale! La Confessione – prima che Opera nostra – E’ Opera di Dio, Che “Perdona” e Che “Fa Festa”! È una Vera e propria Risurrezione, E’ una nuova Creazione, E’ una Vita nuova! Se non fosse per Questi motivi Divini, il Figlio di Dio non Si Sarebbe Fatto uomo, non Sarebbe morto e Risorto per noi… Soffermiamoci più spesso su queste riflessioni, perché altrimenti sviliremmo il Sacramento della Gioia del Padre Che ci rende di nuovo – e più pienamente – Suoi Figli!

Un Esempio Apostolico
A proposito del Pastore che “va in cerca” della pecora smarrita (aspetto della Parabola, che invece non compare – come vedremo – in quella del figliol prodigo), dovremmo soffermarci con più frequenza a riflettere sul Cammino Che Gesù Ha Fatto per venirci a Salvare e Perdonare. Diamo tutto per scontato, dal momento che ormai sono passati più di millenovecento anni da quando Gesù E’ Morto sulla Croce e ci Ha Redenti, e noi riposiamo tranquilli, poiché la Salvezza E’ già Venuta: si tratta solo di andare noi a cercarla, nel Sacramento della Riconciliazione. Ma la Parabola ci apre una prospettiva, alla quale di solito non si pensa. Prima di tutti, noi Sacerdoti: quanto, quando e come andiamo a cercare le pecore perdute? E – oltre a noi Sacerdoti – i Genitori, gli Educatori, i Catechisti, insomma: i Cristiani in genere, hanno la preoccupazione di andare in cerca di chi si è allontanato da Gesù e dalla Chiesa, di chi vive ai margini della Fede, o in situazione di peccato? Siamo sempre pronti a fare le critiche, ma le così dette Anime perdute chi va a cercarle? Non potremmo pensare, ciascuno di noi, a qualcuno da avvicinare con Bontà e Misericordia, proponendoci un Ritorno al Signore, un Riavvicinamento alla Vita Cristiana? Anche noi Sacerdoti dovremmo andare al di là della semplice Predicazione e della disponibilità verso chi viene a Confessarsi, per promuovere – cominciando ad attuarla noi stessi per primi – una nuova Pastorale di “andare in cerca” di chi si è smarrito! Pensiamo alla Gioia e alla commozione che potrebbero provare certi peccatori e peccatrici che, senza sentirsi rimproverare acerbamente, trovano però qualche Amico o Amica che Amabilmente parla loro della Misericordia di Dio e della Festa Che si fa in Cielo… Dovremmo pensarci, e certamente anche il nostro Pregare diventerà più frequentemente ed efficacemente un Chiedere a Dio Che ci Faccia Strumenti per Riavvicinare a Lui qualche pecora smarrita!
(Fonte: rivista Maria Ausiliatrice 2006 – 5)

 

 

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Preghiera per la Benedizione del Cibo
(ormai totalmente contaminato)

Gesù, Intridi del Tuo Preziosissimo Sangue il Cibo Che stiamo per mangiare, affinché Assumiamo con Esso la Grazia e la Benedizione! Amen.

 

 

 

Benediciamo il Santo Nome del Signore, mentre Preghiamo insieme per:

 

 

La Santissima Trinità Divina – nel Padre, nel Figlio e nello Spirito Santo Consolatore, la Creazione – Opera Straordinaria dell’Onnipotente, Il Santo Natale del Cristo di Dio e il Suo Santissimo Sangue, il Sangue dei Martiri, i Santuari della Beata Vergine Maria nel mondo, il Santuario della Vergine della Rivelazione a Roma, il Ricordo della Madonna dell’Arco, Santa Maria Maddalena, Giovanni il Battista – Precursore del Cammino di Gesù, San Giuseppe – coi Santi e gli Angeli del Paradiso, le Anime Sante abbandonate in Purgatorio e per i Defunti di tutti i Tempi, I Profeti e i Veggenti, i Perseguitati a Causa della Testimonianza Cristica, Papa Francesco, il Rabbino Capo di Roma e tutti i Riconosciuti Giusti, i Sacerdoti e i Professanti la Fede in Dio Padre Onnipotente, i Movimenti Eucaristici e Mariani, i Gruppi di Preghiera, gli Ammalati nel Corpo e nello Spirito, i Carcerati, gli atei, gli ipocriti e i sapienti della Terra, i Bimbi Deceduti prima del Santo Battesimo, i Giovani e tutti Coloro che non credono nella Divina Misericordia del Gesù Cristo – Figlio Prediletto dell’Altissimo, Signore nostro, Sacerdote Infallibile e Salvatore del mondo intero.

 

 

 

 

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Festa del Padre Onnipotente, del  Figlio Prediletto Gesù e
dello Spirito Santo, delle Donne Care alla Trinità Divina, degli Arcangeli,
degli Angeli e dei Santi del Paradiso, nonché delle Anime ancora in Purgatorio

 

 

 

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Preghiera del Mattino
Signore, Tu Conduci chi Ti Segue nel Deserto per Parlare al suo Cuore e per Nutrirlo di un Pane Essenziale. La Moltiplicazione dei Pani E’ il Segno e l’Annuncio del Grande Mistero del Tuo Corpo Offerto e Diviso fra tutti gli Invitati. Il Popolo ti Ha Seguito Come un Tempo aveva Seguito Mosè al di là delle Acque della morte; Tu Fai Scendere per Lui la Manna dal Cielo, per i loro corpi, preparando così i loro Cuori al Miracolo più Grande Compiuto dal Tuo Amore, al Miracolo Che Rinnoverai Costantemente nell’Eucaristia, fino a quando Entreremo nel Regno. Amen.

Dal Primo Libro dei Re (1Re 12,26-32;13,33-34)
In Quei Giorni, Geroboàmo, [re d’Israele], pensò: «In questa situazione il regno potrà tornare alla Casa di Davide. Se questo popolo continuerà a Salire a Gerusalemme per Compiervi Sacrifici nel Tempio del Signore, il Cuore di questo Popolo Si Rivolgerà Verso il Suo Signore, verso Roboàmo, re di Giuda; mi uccideranno e ritorneranno da Roboàmo, re di Giuda». Consigliatosi, il re preparò due vitelli d’oro e disse al popolo: «Siete già saliti troppe volte a Gerusalemme! Ecco, Israele, i tuoi dèi che ti hanno fatto salire dalla Terra d’Egitto». Ne collocò uno a Betel e l’altro lo mise a Dan. Questo fatto portò al peccato; il popolo, infatti, andava sino a Dan per prostrarsi davanti a uno di quelli. Egli edificò templi sulle alture e costituì sacerdoti, presi da tutto il popolo, i quali non erano discendenti di Levi. Geroboàmo istituì una festa nell’ottavo mese, il quindici del mese, simile alla festa che si celebrava in Giuda. Egli stesso salì all’altare; così fece a Betel per sacrificare ai vitelli che aveva eretto, e a Betel stabilì sacerdoti dei templi da lui eretti sulle alture. Geroboàmo non abbandonò la sua via cattiva. Egli continuò a prendere da tutto il popolo i sacerdoti delle alture e a chiunque lo desiderava conferiva l’incarico e quegli diveniva sacerdote delle alture. Tale condotta costituì, per la casa di Geroboàmo, il peccato che ne provocò la distruzione e lo sterminio dalla Faccia della Terra. Parola di Dio.

Dal Salmo 105
Abbiamo peccato con i nostri padri, delitti e malvagità abbiamo commesso. I nostri padri, in Egitto, non Compresero le Tue Meraviglie. Si fabbricarono un vitello sull’Oreb, si prostrarono a una statua di metallo; scambiarono la loro gloria con la figura di un toro che mangia erba. Dimenticarono Dio Che li Aveva Salvati, Che Aveva Operato in Egitto Cose Grandi, Meraviglie nella Terra di Cam, cose terribili presso il Mar Rosso.

Dal Santo Vangelo di Gesù Cristo Secondo l’Apostolo Marco (Mc 8,1-10)
In Quei Giorni, poiché vi era di nuovo molta folla e non Avevano da Mangiare, Chiamò a Sé i Discepoli e Disse loro: «Sento Compassione per la folla; Ormai da tre Giorni Stanno con Me e non hanno da Mangiare. Se li Rimando Digiuni alle loro Case, Verranno Meno Lungo il Cammino; e alcuni di loro Sono Venuti da Lontano». Gli risposero i Suoi Discepoli: «Come Riuscire a Sfamarli di Pane qui, in un Deserto?». Domandò loro: «Quanti Pani avete?». Dissero: «Sette». Ordinò alla folla di Sedersi per Terra. Prese i Sette Pani, Rese Grazie, Li Spezzò e Li Dava ai Suoi Discepoli perché Li Distribuissero; ed essi Li Distribuirono alla folla. Avevano anche pochi Pesciolini; Recitò la Benedizione su di essi e Fece Distribuire anche Quelli. Mangiarono a Sazietà e Portarono via i Pezzi Avanzati: Sette Sporte. Erano circa quattromila. E li Congedò. Poi Salì sulla Barca con i Suoi Discepoli e Subito Andò dalle Parti di Dalmanutà. Parola del Signore

Preghiera della Sera
Fa’ Provare ad ogni uomo Quella Fame Che Spingeva le folle a SeguirTi, abbandonando le proprie occupazioni, le case e i mezzi di sostentamento. Che non ci venga mai rimproverato di essere già sazi. Fa’ Che, invece, siamo Sempre Pronti a Lasciare Tutto, a lasciare noi stessi, Divorati dalla Fame dei Veri Poveri in Spirito, coloro di cui è detto: “Beati quelli che hanno Fame e Sete della Giustizia, perché saranno Saziati”. Amen.

Benedetto nei Secoli il Signore!

 

 

Nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo:

 

 

 

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