Il Vangelo del Giorno martedì 27 ottobre 2015 (2022) A.D. – Nella Gloria della Trinità Divina: Bentornato, Signore Gesù!

 

 

 

 

Alla Divina Sapienza del Magnifico Creatore, Cui dobbiamo tutti Infinita Riconoscenza! Per Grazia Ricevuta.

 

 

 

 

 

 

Nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen!

Ascolta la versione in Aramaico 1  (mp3)

 

 

 

 

 

Pace e Bene e Buongiorno nel Signore. Fratelli e Sorelle Carissimi, oggi, col Santo Vangelo del Giorno, leggeremo un Importante Passo del Siracide, Che Spiega Qualcosa in merito ai Figli, che riteniamo spesso motivo di Vita. Senza distrarci troppo con le cose inutili del mondo, evitando di emulare coloro che parlano anche a sproposito del Signore, prestiamo – quindi, molta attenzione allo Scritto in parola, poiché anche Là E’ Racchiusa la Verità delle Creature della Terra. Un Fraterno Abbraccio, in Cristo.

 

 

 

 

 

 

 

Siracide

Capitolo 16 – Raccolta di Sentenze

 

 

 

 

Maledizione degli empi

[1]Non desiderare una moltitudine di Figli buoni a nulla, non Gioire per Figli empi. [2]Se aumentano di numero non Gioire, se sono privi del Timore del Signore. [3]Non confidare su una loro Vita lunga e non fondarti sul loro numero, poiché è preferibile uno a mille e morir senza Figli che averne degli empi. [4]La città potrà ripopolarsi per Opera di un solo assennato, mentre la stirpe degli iniqui sarà distrutta. [5]Il Mio Occhio Ha Visto molte simili cose; il Mio Orecchio ne Ha Sentite ancora più gravi. [6]Nell’assemblea dei peccatori un Fuoco Si Accende, contro un popolo ribelle E’ Divampata l’Ira. [7]Dio non Perdonò agli antichi giganti, che si erano ribellati per la loro forza. [8]Non Risparmiò i concittadini di Lot, Che Egli Aveva in Orrore per la loro superbia. [9]Non Ebbe Pietà di nazioni di perdizione, che si erano esaltate per i loro peccati. [10]Così Trattò i seicentomila uomini che sono periti per l’ostinazione del loro Cuore. [11]Ci fosse un solo uomo di dura cervice, sarebbe strano se restasse impunito, [12]poiché Misericordia e Ira Sono in Dio, Potente Quando Perdona e Quando Riversa l’Ira. [13]Tanto Grande la Sua Misericordia, Quanto Grande la Sua Severità; Egli Giudicherà l’uomo Secondo le sue Opere. [14]Non Sfuggirà il peccatore con la sua rapina, ma neppure la Pazienza del Pio Sarà Delusa. [15]Egli Farà Posto a Tutta la Sua Generosità; ciascuno Sarà Trattato Secondo le sue Opere.

La Ricompensa E’ Certa

[16]Non dire: «Mi terrò celato al Signore! Chi penserà a me Lassù? [17]Non sarò riconosciuto fra un popolo numeroso, chi sarò io in mezzo a una Creazione senza numero?». [18]Ecco il Cielo e il Cielo dei Cieli, l’Abisso e la Terra Sussultano Quando Egli Appare. [19]Anche i Monti e le Fondamenta della Terra Si Scuotono di spavento Quando Egli Li Guarda. [20]Ma nessuno riflette su Queste Cose; al Suo Modo di Agire chi ci bada? [21]Anche la Bufera che nessuno contempla, e la maggior Parte delle Sue Opere, Sono nel Mistero. [22]«Chi a Dio Annunzierà le Opere di Giustizia? Ovvero chi Le attende? L’Alleanza infatti E’ Lontana». [23]Tali cose pensa chi ha il Cuore perverso; lo stolto, appunto errando, pensa sciocchezze.

L’Uomo nella Creazione

[24]AscoltaMi, Figlio, e Impara la Scienza; e Sii Attento nel tuo Cuore alle Mie Parole. [25]Manifesterò con Esattezza la Mia Dottrina; con Cura Annunzierò la Scienza. [26]Nella Creazione del Signore le Sue Opere Sono Fin dal Principio, e dalla Loro Origine ne Separò le Parti. [27]Egli Ordinò per l’Eternità le Sue Opere, Ne Stabilì L’Attività per le Generazioni future. Non hanno fame né si stancano, eppure non interrompono il loro Lavoro. [28]Nessuna di loro urta la Sua Vicina, mai disubbidiranno ad un Suo Comando. [29]Dopo Ciò il Signore Riguardò sulla Terra e La Riempì dei Suoi Doni. [30]Ne Ricoprì la Superficie con Ogni Genere di Viventi e ad Essa Faranno Ritorno.

 

 

 

Gesù, Intridi Col Tuo Preziosissimo Sangue il Cibo Che stiamo per Mangiare, affinché Assumiamo con Esso la Grazia e la Benedizione! Amen.

 

 

 

 

 

Benediciamo il Santo Nome del Signore, mentre Preghiamo insieme per:

 

 

 

La Santissima Trinità Divina – nel Padre nel Figlio e nello Spirito Santo Consolatore, la Creazione – Opera Straordinaria dell’Onnipotente, Il Santissimo Sangue del Divino Agnello, il Sangue dei Martiri, i Santuari della Beata Vergine Maria, il Ricordo della Madonna dell’Arco, Santa Maria Maddalena, Giovanni il Battista – Precursore del Cammino di Cristo, i Santi e gli Angeli del Paradiso, Le Anime Sante abbandonate in Purgatorio, I Profeti, i Carismatici e i Veggenti, i Perseguitati a Causa della Testimonianza Cristica, Papa Francesco, il Rabbino Capo di Roma e tutti i Riconosciuti Giusti, i Sacerdoti e i Professanti la Fede in Dio Padre Onnipotente, i Movimenti Eucaristici e Mariani, i Gruppi di Preghiera, gli Ammalati nel Corpo e nello Spirito, i Carcerati, gli atei, gli ipocriti e i sapienti della Terra, i Bimbi Deceduti prima del Santo Battesimo, i Giovani e tutti Coloro che non Credono Nella Divina Misericordia di Gesù Cristo – Figlio Prediletto dell’Altissimo, Signore nostro, Sacerdote Infallibile e Salvatore del mondo intero. 

 

 

 

 

 

 

 

Atto di Dolore

 

 

 

 

“O Gesù, mi Pento e mi Dolgo con tutto il Cuore per i miei peccati, perché peccando ho Meritato i Tuoi Castighi e molto più perché ho Offeso Te, Infinitamente Buono e Degno d’Essere Amato Sopra ogni cosa. Propongo col Tuo Santo Aiuto di non OffenderTi mai più e di fuggire le occasioni prossime di peccato. Signore, Misericordia, Perdonaci, Amen!”.

 

 

 

 

 

 

 

Sant’Evaristo, Papa (5°) dal 97 al 105 e Martire,

Beato Salvador Mollar Ventura, O.F.M. e Martire

 

 

 

 

Rm 8,18-25.

Fratelli, io ritengo, infatti, che le sofferenze del momento presente non sono paragonabili alla Gloria futura Che Dovrà Essere Rivelata in noi. La Creazione Stessa Attende con impazienza la Rivelazione dei Figli di Dio; Essa infatti E’ Stata Sottomessa alla caducità – non per Suo Volere, ma per Volere di Colui Che L’Ha Sottomessa – e Nutre la Speranza di Essere Lei Pure Liberata dalla schiavitù della corruzione, per Entrare nella Libertà della Gloria dei Figli di Dio. Sappiamo bene infatti che tutta la Creazione Geme e Soffre fino ad oggi nelle doglie del Parto; Essa non E’ la sola, ma anche noi, che possediamo le Primizie dello Spirito, gemiamo Interiormente aspettando l’Adozione a Figli, la Redenzione del nostro Corpo.  Poiché nella Speranza noi Siamo Stati Salvati. Ora, Ciò Che Si Spera, se visto, non è più Speranza; infatti, Ciò Che uno già vede, come potrebbe ancora Sperarlo? Ma se Speriamo Quello Che non vediamo, Lo attendiamo con Perseveranza.

Sal 126(125),1-2ab.2cd-3.4-5.6.

Quando il Signore Ricondusse i prigionieri di Sion, ci sembrava di sognare. Allora la nostra bocca si aprì al Sorriso, la nostra lingua si sciolse in Canti di Gioia. Allora si diceva tra i popoli: “Il Signore Ha Fatto Grandi Cose per loro”. Grandi Cose Ha Fatto il Signore per noi, ci Ha Colmati di Gioia.   Riconduci, Signore, i nostri prigionieri, Come i Torrenti del Negheb.   Chi Semina nelle Lacrime Mieterà con Giubilo.   Nell’Andare, se ne va e Piange, Portando la Semente da Gettare, ma nel Tornare, Viene con Giubilo, Portando i Suoi Covoni.

Lc 13,18-21.

Diceva dunque: «A Che Cosa E’ Simile il Regno di Dio, e a Che Cosa lo Rassomiglierò? E’ Simile a un Granellino di Senapa, Che un Uomo Ha Preso e Gettato nell’Orto; poi E’ Cresciuto e Diventato un Arbusto, e gli Uccelli del Cielo Si Sono Posati tra i Suoi Rami». E ancora: «A Che Cosa Rassomiglierò il Regno di Dio? E’ Simile al Lievito Che una Donna Ha Preso e Nascosto in tre Staia di Farina, finché Sia tutta Fermentata».

Traduzione Liturgica della Bibbia

Meditazione del Giorno:

San Massimo di Torino, Vescovo

Discorso 26

Simile a un Granellino di Senapa, Che un Uomo Ha Preso e Gettato nell’Orto

 

Secondo voi, a Proposito di Quanto Dice il Vangelo: “Un Uomo L’Ha Preso e Gettato nell’Orto”, Chi E’ Quest’Uomo Che Ha Seminato il Seme Ricevuto, Come un Grano di Senape nel Suo Piccolo Orto? Io penso che E’ Colui di Cui il Vangelo Dice: “C’era un Uomo di Nome Giuseppe, Membro del Sinedrio, Che Era di Arimatea… Si Presentò a Pilato e Chiese il Corpo di Gesù. Lo Calò dalla Croce, Lo Avvolse in un Lenzuolo e Lo Depose in una Tomba Scavata nella Roccia, nella Quale nessuno era stato ancora Deposto” (Lc 23,50-53). E’ il Motivo per Cui la Scrittura Dice: “Un Uomo L’Ha Preso e Gettato nell’Orto”. Nell’Orto di Giuseppe C’Era il Profumo di Vari Fiori, ma un Granello Simile non C’Era mai Stato Deposto. L’Orto Spirituale della Sua Anima Era Pieno del Profumo delle Sue Virtù, ma Cristo Imbalsamato non C’Era ancora. Dando Sepoltura al Salvatore nella Tomba del Suo Orto, Egli L’Ha Accolto più Profondamente nel Suo Cuore.

Benedetto nei Secoli il Signore!

 

 

 

 

 

 

Gloria Pàtri, et Fìlio, et Spìritui Sancto,
Sicut Erat in Princìpio, et Nunc, et Semper,
et in Saècula Saèculorum. Amen!

 

 

 

 

Nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen!

Ascolta la versione in Aramaico 1  (mp3)

 

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