Testimonianza (Riceviamo e pubblichiamo).

 

 

 

…… nei palazzi circostanti – come spesso avviene nei quartieri romani ad alta densità di popolazione, conoscevo una famiglia per Bene che viveva – purtroppo, un grande dolore, legato alla vicenda di un figlio maschio – preda della tossicodipendenza.

Il giovane in questione – che chiameremo Luciano, manifestava un’indole dolce ed educata.

Io, pur non conoscendoli Bene, Pregavo per i componenti di quella Famiglia, poiché sentivo – mio malgrado, le urla relative alla triste vicenda.

Un giorno – rientrando in casa e nel percorrere il vialetto che porta all’ingresso del mio portone, vidi in lontananza un ragazzo coi capelli lunghi sulle spalle, indossante un giubbetto marrone ed esile nel fisico, mentre si avvicinava a me! Lo riconobbi quale appartenente a quella Sofferente Famiglia, pur non avendo mai parlato direttamente con lui, ma sapendolo vittima della droga.

Inaspettatamente, Luciano mi Abbracciò con un’apparentemente inspiegabile energia, senza proferir parola alcuna, allontanandosi – subito dopo, e lasciandomi meravigliata.

Trascorsi circa 3 anni, incontrai “casualmente” la madre di Luciano, da me vagamente conosciuta, che mi fermò nell’androne del palazzo, dicendomi: “…. mio Figlio è stato arrestato ingiustamente per spaccio e si trova – ora, in carcere! Mi ha giurato di non aver mai dato lo stupefacente ad altri, ma di averlo utilizzato soltanto per sé stesso”.

Con meraviglia, mi sentii chiedere di scrivere una lettera a Luciano, che proprio la mamma gli avrebbe recapitato in prigione.

Senza esitazione alcuna, giunta in casa, provvidi a scrivere immediatamente una missiva affettuosa allo sventurato giovane, poi consegnandola alle cure materne.

Passato un po’ di Tempo, rientrando nella mia abitazione, venivo informata da mia Figlia Miryam che Luciano era deceduto qualche giorno prima durante il piantonamento in ospedale; particolarità aggiuntiva fu che la madre lasciò detto che di quella trascorsa morte – oltre a noi, nessun altro era stato informato.

Provando naturalmente dolore per quella scomparsa, improvvisamente sentii squillare il telefono, accorgendomi di avere in linea proprio la mamma – che chiameremo Carla, la quale – Piangendo, descriveva la morte del Figlio; consolandola, in forza di un’Ispirazione, dissi alla donna: “… la devo lasciare, perché Luciano mi Sta Parlando”, sentendola esclamare Gioiosamente e più volte: “O Dio, o Dio, o Dio….!”.

Dopo ciò, chiudevo repentinamente la conversazione, accingendomi a “Trascrivere” Quanto Luciano mi “Stava Comunicando”.

Questo il “parziale” Resoconto Scritto del Primo Straordinario Contatto con Quella Creatura: “……… Accadrà un Fatto che nessuno potrà confutare!”.

Il Giorno successivo, trovandomi in strada, incontrai nuovamente Carla, cui riferii la Singolare Circostanza, invitandola a passare in casa da me, onde consumare insieme un caffè ed affrontare – così, i Contenuti di Quel “Messaggio”, poiché non Li avevo compresi Bene.

Successivamente a Ciò, mentre mia Figlia Miryam preparava la Moka, in attesa giungesse Carla e nonostante non fossi io abituata a frequentazioni estranee al mio ristretto nucleo familiare, le chiedevo di invitare eccezionalmente in casa anche un’altra signora – Ida M., a sua volta conoscente di Carla.

Appena riuniteci e sedute comodamente, udii Ida M. chiedere a Carla dettagli circa la Dipartita terrena di Luciano; la qual cosa – comprensibilmente, scatenò in Carla un Pianto a dirotto ed io – interrompendo il silenzio e anche di bere il caffè, consegnai a quella mamma il Messaggio da me Ricevuto proprio dal Figlio morto! Carla, poggiando sul tavolo la tazzina e con fare tremolante, cominciò a leggere il Contenuto Trascritto su di un foglio, chiedendosi – come noi altre presenti, Cosa Potesse Significare la Frase “……… Accadrà un Fatto che nessuno potrà confutare!”.

Nel mentre e Sospinta da una Grande ed Improvvisa Gioia, presi istintivamente la mano destra di Carla, dicendole seraficamente: “Carla, qui di fronte a me C’E’ Luciano”, cominciando a dettagliare l’abbigliamento del Giovane, almeno Come Si Stava Manifestando, ovvero con i capelli tagliati all’altezza dell’orecchio, indossante una giacchina a quadri di colore verde scuro – attraversata da righine bianche, un pantalone di lino color beige (lento alla caviglia), mantenendo una postura ordinaria, cioè ritto in piedi e con le braccia lungo i fianchi; intanto, Luciano mi Sorrideva Meravigliosamente, Guardandomi ininterrottamente per tutta la Durata dell’Evento.

Carla, Pervasa dalla Commozione, lanciò un urlo, dicendo: “Anna, tu non eri presente e non potevi sapere, ma Luciano E’ Stato Posto nella Bara Così vestito, proprio Come stai riferendo”.

Lascio immaginare lo stupore di Miryam e di Ida M., presenti in silenzio all’intero Accadimento.

Ormai tranquillizzata nello Spirito, Carla non cessava di ripetere “… tu non c’eri”, continuando la narrazione del retroscena ante mortem di Luciano, rivelando ulteriori particolari utili al Riscontro della Verità; nel caso di specie, oltre ad altre puntuali conferme relative, raccontò di aver tagliato con delle forbici (di nascosto dalla vigilanza e proprio all’altezza delle orecchie) i capelli al Figlio Piantonato in ospedale, perché si lamentava della temperatura ancora calda (mese di settembre).

Al termine della Cosa – dopo aver finito di sorbire i caffè, ci lasciammo con un Forte e Diffuso Abbraccio.

Il Mattino seguente, senza programmazione alcuna, mi sentii chiamare al telefono da Carla che – Piangendo, disse: “Anna, sto spolverando la fotografia di Luciano, ma non sento di Piangere come le altre volte, perché forse non gli voglio più Bene?”.

In risposta a quella mamma, aggiunsi: “Carla, tu hai Ricevuto dal Signore una Grande Grazia!”.

Dopo un po’ di Tempo, pur continuando tra noi i contatti telefonici – Così anche i Messaggi di Luciano, capitò di aderire insieme ad un Pellegrinaggio al Monastero del Santo Volto in Bassano Romano (VT); da lì, l’Evoluzione Spirituale di Carla, poiché un Giorno, presenziando entrambe alla Santa Messa, nel pormi in fila per Ricevere la Santa Eucaristia, mi accorsi che lei era rimasta in disparte – in fondo alla Chiesa, con un atteggiamento mortificato.

Desiderando approfondire il motivo di quell’isolamento, lasciai la pur corposa coda per chiederle da vicino cosa stesse accadendo, col perché non fosse con noi tutti a Comunicarsi; la sentii rispondere che da circa 20 anni Carla non si Confessava e che – quindi, non aveva ritenuto giusto Avvicinarsi impuramente al Signore.

Prese le sue mani, le feci Recitare – per tre volte e congiuntamente, l’Atto di Dolore, con la Promessa Specifica che al successivo Giorno – rientrando in Roma, si sarebbe immediatamente Confessata nella nostra Parrocchia, cosa che avvenne puntualmente quella Domenica, tra la Felicità trasmessami nell’informarmi di Ciò! Nelle more – quindi, Carla Assunse in sé il Santo Corpo di Cristo, Gioiosa per Aver Superato una Vita di incertezze.

Ormai “Rientrata nel Santo Ovile di Gesù”, abbandonate finalmente le ritrosie del Tempo andato, Carla si distinse per Fervore Religioso, cosa invariata a tutt’oggi, per Grazia di Dio.

Appare il caso segnalare che le “Missive” di Luciano non si Sono mai del tutto interrotte, tanto da Produrre un’Evidenza Specifica Assai Forte, Mediante una Rivelazione circa il futuro della sua Famiglia terrena! Infatti, qualche Anno dopo gli Straordinari Eventi – qui brevemente narrati, Anticipò l’Imminente Nascita del nipotino, Riconducendo temporalmente la Cosa alla “Stagione in cui cadono le Foglie” (Autunno/degli Alberi Scoppiettanti) e Che la Creatura sarebbe stata la sua “Esatta Copia”.

La successiva Venuta al mondo della Piccola Angela (che così chiameremo e che oggi ha circa 16 Anni), con la pressoché identica fisiognomica dello zio, al di là d’ogni ragionevole dubbio, Confermarono il Tutto.

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